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Notícia Itália

Brasile: condannate marche sigarette per omessa informazione

SAN PAOLO - Per la prima volta nel mondo, le fabbriche di sigarette in Brasile sono state condannate a risarcire in blocco tutti i fumatori per i danni causati dall'omissione sui pacchetti di sigarette delle informazioni sulla pericolosità del fumo e per propaganda abusiva. La sentenza, promulgata un tribunale di San Paolo, sarà valida per ora per lo stato di San Paolo, ma crea un precedente perché la misura sia estesa a tutto il Brasile.

Secondo l' associazione brasiliana di difesa della salute del fumatore (Adesf), che ha vinto la causa contro la Philip Morris e la Souza Cruz (sussidiaria della British American Tobacco), i risarcimenti potrebbero ammontare a 40 miliardi di reais, circa 18 miliardi di franchi, se tutti i fumatori effettivamente decidessero di chiedere i danni. I due grandi produttori di sigarette, le cui azioni alla Borsa di San Paolo hanno immediatamente perso un terzo del loro valore, hanno già presentato ricorso, sostenendo di non aver avuto tempo (nei nove anni di giudizio) per presentare le prove a loro favore.

Il giudice Adaisa Bernardi Halpern ha fissato una scadenza di 60 giorni perché Philip Morris e Souza Cruz (che insieme rappresentano sedici marche di sigarette in Brasile) forniscano sui pacchetti di sigarette informazioni dettagliate sulla composizione chimica del tabacco, della carta e del filtro, sulle precauzioni nell'uso e sulla pericolosità del fumo, e indichino il responsabile tecnico della fabbricazione. Il tribunale ha anche stabilito una multa di 100.000 reais (45.000 franchi) al giorno, se le sue disposizioni non saranno rispettate.

Il Brasile era già stato tra i primi Paesi a obbligare le marche di sigarette a stampare sui pacchetti foto (spesso raccapriccianti) dei danni fisici provocati dal fumo. L'Adesf è un'organizzazione non governativa fondata nel 1994 da ambientalisti, medici e avvocati, e la sua battaglia legale contro le marche di sigarette, conclusasi oggi, è cominciata nel 1995. Nel 1996, Philip Morris e Souza Cruz avevano messo in questione la legittimità dell'Adesf come rappresentante legittimo dei fumatori, ma la Corte costituzionale brasiliana respinse il ricorso e decretò al contrario che spettava ai fabbricanti provare la non-dannosità del fumo.

La sentenza non stabilisce la cifra dell'indennizzo per ciascun fumatore per i "danni materiali e morali", perché dovrà essere quantificata "in liquidazione di sentenza", ossia sulla base di un fondo comune gestito da un giudice, in modo che ogni singolo ricorrente non debba far causa per conto proprio. Secondo l'Adesf, i fumatori ed ex fumatori che potrebbero aver diritto ad un risarcimento nello Stato di San Paolo sarebbero in teoria circa due milioni e mezzo.

"È una decisione senza precedenti al mondo", ha commentato l'avvocato Luis Monaco, direttore giuridico dell'Adesf. Resta da vedere adesso se effettivamente si creerà un movimento compatto di fumatori ed ex fumatori a caccia di indennizzi dalle marche di sigarette che, almeno in Brasile, rischiano il fallimento per l'ammontare dei rimborsi.


Fonte: Agenzia telegrafica svizzera

 

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